5 cose che non posso fare

Trovate la versione estesa dell’articolo a questo link.
Qui di seguito una sintesi, per chi è di fretta.

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Mille cose può fare per voi il vostro medico di famiglia, ma ce ne sono alcune (poche ma importanti) che proprio non può fare per legge. Evitando di chiederle eviterete di farvele negare e, oltre a permettere al medico di lavorare meglio, vi farete voler bene.

1. I CERTIFICATI PER TELEFONO. Il medico non può fare un certificato di malattia senza vedervi di persona. Il fatto che il certificato venga trasmesso telematicamente all’INPS, e che il malato possa comunicare il numero di protocollo al datore di lavoro (anche se di fatto semplifica molto la procedura e potrebbe evitare il contatto fisico tra medico e paziente) non cambia le cose.

2. I CERTIFICATI PER IERI (O PER DOMANI). Da quanto detto sopra, deriva che io devo rilasciare un certificato nel giorno in cui constato l’impossibilità di lavorare. Se il paziente era ammalato ieri e non è andato a lavorare (ma oggi ci è andato), non posso fare più nulla. Ieri io non ho potuto constatare lo stato di malattia. Quindi il certificato non si può fare. La giornata lavorativa di ieri è persa.
[A margine, vi prego di memorizzare il seguente concetto (e di ripeterlo tutte le sere prima di dormire): non si rilasciano MAI, per nessun motivo al mondo, certificati con data diversa da quella in cui vengono redatti. Mai].

3. LE PRESCRIZIONI DI FARMACI PER “FARE LA SCORTA”. Che sia per un lungo soggiorno all’estero, o perché avete una casa al mare, una in montagna e una al lago e volete riempire i relativi armadietti di medicinali, il medico non può prescrivere terapie per più di due mesi. Altrimenti diventa un medico “iperprescrittore” e può essere sanzionato.
È molto più di una consuetudine: è una legge.

4. PRESCRIVERE “TUTTI GLI ESAMI” PER UN CONTROLLO. Tenete a mente che:
A) – il medico è tenuto alla cosiddetta APPROPRIATEZZA PRESCRITTIVA (cioè prescrivere solo quello che è appropriato per quella precisa condizione di malattia) che non è un vago concetto etico, ma un preciso obbligo, che se non rispettato viene pesantemente sanzionato.
B) – Gli esami si richiedono quando c’è una precisa indicazione (una malattia da controllare o dei sintomi precisi), anche se in certi casi si possono prescrivere in soggetti del tutto sani per individuare fattori di rischio particolari (es. la mammografia periodica, il PAP test, la ricerca del sangue occulto nelle feci, eccetera).
Se volete fare esami “per controllo” in assoluto benessere, vi consiglio di donare il sangue. Diventando donatori AVIS, oltre a rendervi utili, avrete un set di esami periodici gratuiti ogni volta che donate e potrete usufruire di esenzione ticket per alcuni accertamenti. Fantastico, no?

5. FARE CERTIFICATI COMPIACENTI. Cioè fare un certificato scrivendo non quello che il medico constata realmente, ma quello che… gli si chiede di scrivere. È un po’ il comune sentire che si possa ricorrere al certificato medico quando proprio non si sa più dove sbattere la testa, per ottenere piccoli o grandi benefici che altrimenti non si potrebbero avere. Non funziona così.
Se da una parte il medico non può rifiutare il certificato che gli viene richiesto, dall’altra può certificare solo quello che constata direttamente. Il certificato medico è tenuto in alta considerazione proprio perché al medico si riconosce una grande autorevolezza quando accerta le condizioni di salute di una persona. Questo è un bene e tutela l’ammalato, ma la grande “forza” del certificato medico non deve essere usata con leggerezza.
Come diceva Spiderman: “da un grande potere derivano grandi responsabilità”.

Colesterolo: per essere pratici

dieta-colesteroloSull’importanza del colesterolo nell’aumentare il rischio di malattie cardiovascolari si potrebbero scrivere enciclopedie.

Invece, scrivo pochissimo e allego semplicemente dei suggerimenti per una corretta alimentazione. Sono sufficientemente sintetici e chiari da non confondere le idee sulle cose da mangiare e quelle da evitare.

Ricordate anche che il vostro medico, quando il colesterolo è alto, prima di prescrivere dei farmaci pretenderà che seguiate una corretta alimentazione per almeno 3 mesi.

Cliccate sul link sottostante per ottenere il documento in formato PDF:

DIETA per COLESTEROLO

Buon appetito!

(Per questo schema, da me leggermente modificato, ringrazio il sito Educazione Nutrizionale Grana Padano, che anche se può sembrare una cosa pubblicitaria – e non sono pagato per segnalarlo! – è invece un sito fatto piuttosto bene sui temi della buona alimentazione e dei corretti stili di vita).

Testamento biologico (aggiornamento)

La legge sul testamento biologico “Norme in materia di consenso informato e di disposizioni anticipate di trattamento” è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 16 gennaio, quindi è legge a tutti gli effetti.

A questo link un articolo di Quotidiano Sanità che spiega nel dettaglio gli articoli di legge.

Si, l’ho già fatto io, ma Quotidiano Sanità è più dettagliato. Per quelli che spaccano il capello in quattro.

Testamento biologico in 6 mosse

Testamento biologicoSollecitato dalla richiesta di un assistito, ho cercato di mettere insieme in modo (spero) comprensibile le notizie utili in tema di Testamento Biologico. Chi ha fretta, salti subito al punto 6, le buone notizie. Per i più curiosi, qualche informazione in più.

1. E’ legge dello stato

Il 14 dicembre 2017 è stata definitivamente approvata la cosiddetta Legge sul Testamento biologico (che entrerà in vigore solo dopo pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, presumibilmente nella seconda metà di gennaio 2018).
Si noti che il diritto all’interruzione delle terapie, anche la nutrizione e l’idratazione parenterale (endovena), era già stato riconosciuto per via giurisprudenziale, cioè in seguito alle sentenze del tribunale; ora è esteso a tutti, per legge.

2. Una legge molto concisa

La legge in realtà si chiama “Norme in materia di consenso informato e di disposizioni anticipate di trattamento“. Sono otto articoli, che trattano diversi e importanti argomenti:
– il consenso informato, cioè il diritto della persona a conoscere le proprie condizioni di salute e i trattamenti cui è sottoposto, e dunque anche il diritto a rifiutarli, e i conseguenti doveri del medico (Articolo 1);
– il divieto di “ostinazione irragionevole nelle cure e la dignità del fine vita (Articolo 2);
– l’applicazione degli stessi diritti alle persone minori o incapaci (Articolo 3);
– le Disposizioni Anticipate di Trattamento (DAT), il vero e proprio “Testamento biologico” (Articolo 4);
– la cosiddetta Pianificazione Condivisa delle Cure, una sorta di “patto” terapeutico esplicito tra paziente e medico al quale i curanti sono obbligati ad attenersi in caso di malattia cronica o inesorabilmente evolutiva (Articolo 5).
Seguono norme transitorie, clausole di invarianza finanziaria, obbligo di relazione annuale alle Camere da parte del Ministro della Salute (articoli 6, 7 e 8).

3. Testamento Biologico: come?

L’Italia si è messa al passo con gli altri paesi UE (eccetto l’Irlanda): chi è interessato a esprimere da subito le proprie intenzioni rispetto alle cure che gli verranno somministrate quando non potrà più farlo di persona, può mettere per iscritto “le proprie volontà in materia di trattamenti sanitari, nonché il consenso o il rifiuto rispetto ad accertamenti diagnostici o scelte terapeutiche e a singoli trattamenti sanitari” (Articolo 4, comma 1). Le Disposizioni Anticipate di Trattamento (DAT), appunto.
Può scriverle di suo pugno, o più semplicemente utilizzare uno dei modelli di DAT disponibili in rete: quello proposto dalla Associazione Luca Coscioni mi è parso il più completo, potete richiederlo a questo link , invece a questo  trovate quello della fondazione Veronesi, ma ce ne sono anche di più semplici (basta fare una ricerca su Google digitando “DAT” o “testamento biologico”).
Le DAT possono essere un atto pubblico (un documento redatto da un pubblico ufficiale o da un notaio, cioè “scritto” dal notaio con certi formalismi) o una scrittura privata (cioè un documento “scritto” dal privato cittadino – la scrittura privata deve essere autenticata firmandola in presenza del notaio o di un pubblico ufficiale, per esempio l’ufficiale di stato civile del Comune).

4. Testamento Biologico: dove?

Cosa fare di questo scritto?
In tutta franchezza, non ho trovato indicazioni molto precise. A rigore, l’articolo 4, comma 6 non dice che il documento debba essere consegnato a qualcuno. Dice che può essere un atto pubblico, oppure una scrittura privata, oppure che può essere consegnato personalmente in Comune.
Chiaramente se è depositato presso l’Ufficiale dello Stato Civile del Comune e annotato su apposito registro, è disponibile per la consultazione e, quando servisse, tutti saprebbero dov’è. Diversamente, ha comunque valore legale (se atto pubblico o scrittura privata autenticata), ma è chiaro che se rimane in fondo a un cassetto e nessuno lo sa, diventa difficile applicarlo al momento buono.
La legge dice che le DAT possono anche essere depositate presso “le strutture sanitarie, ma al momento non ho notizia di disponibilità in tal senso da parte della ASL. Appena ne verrò a conoscenza, vi informerò.

5. Il Fiduciario

Tenete presente che c’è almeno una persona che deve per forza sapere delle vostre DAT, e cioè il fiduciario, la persona da voi indicata come incaricata di mantenere i rapporti con i medici quando lui non potrà più farlo.
Noto, per inciso, che il fiduciario potrebbe anche non essere espresso nelle DAT, oppure essere a sua volta incapace o deceduto, o aver rinunciato all’incarico: non per questo le DAT perdono valore (Articolo 4, comma 4).

6. Le buone notizie

Resta il fatto che consegnare le DAT in Comune rimane la procedura più rapida ed economica (le DAT “sono esenti dall’obbligo di registrazione, dall’imposta di bollo e da qualsiasi altro tributo, imposta, diritto e tassa” – Art. 4 comma 6).
E alla fine di tutto, la buona notizia è che a Oulx il registro è stato attivato, per inciso ancora prima che la legge sul testamento biologico fosse realtà (delibera di Consiglio Comunale 10 marzo 2016).
Che fare allora, se volete esprimere le vostre Disposizioni Anticipate di Trattamento?
In poche parole, scrivete le vostre DAT (eventualmente con l’aiuto di internet), andate all’Anagrafe del Comune di Oulx e lì firmate il documento e depositatelo per l’annotazione sul registro. Fine.
Naturalmente, per sapere se nel vostro Comune è stato attivato il registro DAT, basta una telefonata in Anagrafe.

IMPORTANTE: nuovi orari

NOVITA’ IMPORTANTE: da VENERDI’ 12 gennaio 2018, per migliorare la disponibilità, per avere meno fretta, per organizzare meglio le giornate, cambierò completamente (o quasi) gli orari degli ambulatori. Faccio notare che questo venerdì saranno già in vigore i nuovi orari, ma d’altro canto il venerdì è… l’unico giorno in cui gli orari, di fatto, non cambiano!
Sulla Home-page trovate già, fissi e immutabili, i nuovi orari, così da poterli consultare quando volete. Qui sotto, una tabella riassuntiva per iniziare a prendere confidenza con le novità.

Orari

A molti basterà questo.

Per i più curiosi, dirò che con questa nuova disposizione ho cercato di evitare ambulatori in coda uno all’altro, in modo da non dover lavorare con la mente al prossimo ambulatorio e la fretta di finire. Inoltre ho inserito due giorni di visite su appuntamento a Oulx, cosa resa possibile dalla disponibilità di personale di segreteria.
So che la cosa potrà creare confusione e qualche iniziale disappunto, e me ne scuso, ma vi assicuro che il tutto è stato organizzato per fornire un servizio migliore e migliori condizioni di lavoro, il che giova sia a me che voi.
Ho cercato di avvisare tutti gli assistiti dei quali ho il numero di telefono, contando anche sul vostro aiuto per diffondere il più possibile tra contatti e amici i nuovi orari. Grazie per la collaborazione.

Il mistero del prefestivo

Comincio subito con un post di pubblica utilità. Avrete notato che oggi gli ambulatori sono chiusi.

Sbollita la rabbia e smadonnato il giusto, vorrete forse sapere perché.

Ebbene, una lontana legge dell’Età Oscura [che poi sarebbe l’Accordo Collettivo Nazionale per la Medicina Generale, che è una legge lontana non solo metaforicamente, visto che è scaduta da anni e non si riesce a rinnovarla, ma di questo vi narrerò in altra circostanza…], questa legge dell’Età Oscura, dicevo, recita che nei giorni prefestivi gli ambulatori restano aperti solo se sono di mattina; quelli del pomeriggio sono chiusi.

Il che garantisce a noi privilegiatissimi medici di base di anticipare il dì di festa con un pomeriggio di ozio.

Ma non ci esonera dal fare visite a domicilio anche di pomeriggio, se richieste al mattino. Esattamente come farò io oggi, salendo a Cesana per una colica renale che non vuole saperne di prefestivi, festivi e accordi nazionali.

Meno male che stamattina, invece, sono salito al Cels (sopra Exilles) per un altro caso interessante. Come mostra la foto: nebbia, odore di fumo, strade strette e tetti di losa, legno e acqua. Un autunno in gennaio, suggestivo e intimo.

Non tutte le domiciliari vengono per nuocere.

Pronti? Più o meno… Via!

AvatarUn sito web? Ma non sarà una cosa ridicola, una trovata pubblicitaria, una posa patetica e modernista o, peggio, da nerd della medicina telematica?
Giudicate voi. A qualcuno piacerà l’idea per simpatia, qualcuno la troverà utile (e spero che siano la maggioranza, perché il sito nasce come servizio), qualcuno la snobberà e qualcuno semplicemente non ne saprà mai nulla.

Ma mi è parso che in epoca di Dottor Google e di Fake News (chiamiamole frottole?), che fioriscono in molti campi ma che trovano terreno fertilissimo in campo medico-scientifico, avere un canale di comunicazione con i propri assistiti che vada al di là della visita medica e della prescrizione del farmaco possa essere un buon sistema per avere informazioni di prima mano.
Se ci aggiungete la possibilità di diffondere informazioni pratiche, anche piccole, in tempo reale, diramare avvisi in un istante contattando tutti voi in un colpo solo, rispondere a domande (di interesse generale, mi raccomando! per quelle private ci sono gli ambulatori), farvi conoscere aspetti importanti della professione o novità serie e documentate sulla salute, capirete che abbiamo per le mani uno strumento formidabile di arricchimento reciproco.

Insomma, proviamoci.
Ogni nuovo post verrà diffuso anche sui principali “social” (Facebook, Instagram, ecc.) così che possiate venirne a conoscenza e (bontà vostra) lo possiate leggere. Oppure potrete tenere la mia pagina tra i link preferiti e tornare ogni tanto a darci un’occhiata. Più sarete a venirmi a trovare, più sarà divertente mantenere i contatti.
Dunque, leggete, commentate, condividete.

Ma soprattutto, diffondete e moltiplicatevi.