Cannabis, dritto al punto

Medical Marijuana Buds on Black BackgroundDato che ho messo nella sezione DA SAPERE le tariffe dei certificati a pagamento, (principalmente per mettervi a conoscenza del fatto che… quasi tutti i certificati sono a pagamento), rilassiamoci qui, parlando di cannabis terapeutica. Cannabis, cioè canapa indiana, cioè marihuana, ma usata a scopo curativo, in ambito medico, comprata in farmacia.

Non ho intenzione di propinarvi un trattato esaustivo sui principi attivi, le indicazioni, gli effetti collaterali. Voglio solo darvi qualche ragguaglio molto pratico su come è possibile ottenerla e sul perché non è facile (perché non sia auspicabile che sia facile ottenerla, è un altro discorso e anche questo non è oggetto del post).
In più, voglio circoscrivere l’argomento alle norme vigenti in Piemonte, dato che ogni Regione ha le sue regole, cosa che come molte altre non ci facilita la vita, qui a Fantasilandia.
Quindi, saltiamo al volo la parte, fondamentale e molto ampia, della storia, della sociologia, delle indicazioni all’uso, dei motivi per cui prenderla, e semmai non prenderla: argomenti di conferenze, libri e spinose discussioni. Decidiamo che avete bisogno (perché non c’è dubbio che alcune condizioni cliniche si giovano di questo tipo di terapie) legittimamente, con una indicazione corretta, di curarvi con la cannabis.
Che fare?

Prima di tutto, in Italia e oggi, la cannabis non si compra come l’Augmentin, non esistono preparazioni del commercio da acquistare in scatolette colorate. La Cannabis è un prodotto galenico cioè deve essere preparato dal Farmacista stesso, a partire dalla materia prima, che il farmacista ottiene in forma di barattolini gialli sui quali è scritto bene in vista che non possono essere venduti come tali. La materia prima è di provenienza varia (per lo più Olanda, in Italia lo produce solo l’Istituto Farmaceutico Militare di Firenze, oppure Canada) e in varietà diverse (Bedrocan, Bedrobinol, Bediol, Bedrolite, Bedica, FM2) che contengono quantitativi diversi di principio attivo (THC Delta-9-tetraidrocannabinolo e CBD cannabidiolo in percentuali variabili) ottenuti per lo più dalla variante Sativa della Cannabis, più raramente dalla variante Indica.
Le Farmacie abilitate a produrre questo tipo di preparazioni galeniche non sono molte e non sono dietro l’angolo. Una ricerca sul sito di FarmaGalenica individua la farmacia più vicina a noi (Oulx) a San Pietro val Lemina (55km) e la successiva a Grugliasco.

Queste farmacie posso “confezionare” la cannabis in molti modi: cartine per decotti e per vaporizzazione (con appositi apparecchi venduti in farmacia), capsule (NON capsule da ingoiare, ma capsule apribili contenenti la cannabis finemente polverizzata per tisane), capsule vere e proprie, estratto in olio d’oliva (non quello dell’insalata, olio preparato appositamente per le farmacie), estratti alcolici, gel, colliri, e così via.

È importate che sappiate che l’assunzione della cannabis così confezionata non è banale: per esempio fare un decotto terapeuticamente efficace di cannabis non è come mettere la bustina del tè nella tazza di acqua calda, ma è un procedimento complesso e lungo (ci vanno anche 45 minuti) che richiede una sequenza precisa e piuttosto articolata per evitare che il prezioso principio attivo rimanga quasi tutto appiccicato al pentolino.

Ciò detto, se non avete limitazioni di budget, la cannabis può essere comprata dietro presentazione di una ricetta medica “bianca”, cioè non mutuabile (compilata secondo modalità molto precise, cioè non esattamente come prescrivere uno sciroppo per la tosse). In questo caso, pagate per intero il prezzo della preparazione, naturalmente variabile in base al quantitativo, ma non aspettatevi di spendere meno di diverse decine di euro, più facilmente oltre il centinaio.
Questa ricetta bianca la può fare qualunque medico iscritto all’albo, quindi anche il medico di base. Tenete però presente che si tratta di prescrizioni complesse che richiedono esperienza nel campo e molta confidenza con le dosi e le indicazioni; parlando per me, vi dico in tutta sincerità che, pur disponibile a documentarmi e a impratichirmi, al momento non ho nessuna esperienza nella gestione diretta di questo tipo di terapie. Ci vogliono gli specialisti della terapia del dolore, neurologi, anestesisti che abbiano familiarità con l’argomento.

Anche perché esiste la possibilità di avere una prescrizione “mutuabile” della cannabis, quindi gratuita. Qui le diverse Regioni hanno regolamenti differenti. In Piemonte, la cannabis può essere dispensata a carico del Sistema Sanitario Regionale soltanto per motivi molto precisi e sempre soltanto a patto che le terapie convenzionali non siano risultate efficaci.

I motivi sono (riassumendo e semplificando): dolore in caso di sclerosi multipla e lesioni del midollo spinale, dolore cronico da lesioni nervose, come anti-nausea in chemio- o radioterapia, glaucoma, perdita d’appetito in malati di tumore, sindrome di Gilles de la Tourette. Sempre e solo se gli altri trattamenti non sono efficaci.

Ma soprattutto, in questi casi, possono essere dispensati a carico del Sistema Sanitario solo dietro redazione di un Piano Terapeutico prodotto da Centri Ospedalieri Specialistici Abilitati, o distribuiti direttamente in ospedale. E infine, in Piemonte, si possono ottenere gratuitamente solo le preparazioni di cartine per decotti e cartine per vaporizzazione (entrambe vie di somministrazione che non sono considerate le più efficaci).

Dunque, la terapia con i principi attivi della cannabis è una vera e propria terapia e richiede competenza ed esperienza. E anche se qualunque liceale (si fa per dire, per carità!) saprebbe procurarsi discreti quantitativi di Delta-9-tetraidrocannabinolo senza tanto penare, qui siamo in territorio medico e nell’ambito della legalità e dobbiamo attenerci a principi e modalità prescrittivi molto rigidi. Quindi, anche se il vostro medico di famiglia è ben disposto e informato circa l’uso terapeutico della cannabis, tuttavia non potrà procurarvela schioccando le dita, per quanto grave e pressante sia il motivo di salute che vi porta da lui.
Conoscere le nostre (dei medici) difficoltà a muoverci nella giungla legislativa, aiuterà tutti a incontrarsi dove le soluzioni sono più ragionevoli e praticabili.
Irie!

Credits – Ho preso la maggior parte di queste informazioni dal dettagliatissimo sito di FarmaGalenica, una vera miniera sull’argomento, al quale vi rimando per i dettagli, molto puntuali e soprattutto molto aggiornati (i dati della Regione Piemonte sono aggiornati al marzo 2018), e in parte dal sito dell’Ordine dei Farmacisti della Provincia di Torino (un po’ meno aggiornato ma completo).

 

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